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Presentata a Roma dal Ministro della Giustizia Angelino Alfano la nuova agenzia nazionale per il reinserimento sociale ed il lavoro di detenuti ed ex detenuti denominata ANReL. L'iniziativa Ministeriale nasce dalla volontà di istituire un vero e proprio ufficio di collocamento per i detenuti al fine di garantire loro un posto di lavoro evitando così che gli stessi detenuti possano tornare a commettere attività criminali. Il progetto gode della collaborazione del movimento cattolico Rinnovamento nello spirito. Questo tipo di servizio non è una novità, in quanto l'esperienza era già stata sperimentata nelle carceri siciliane. Con il provvedimento varato dal Ministro Alfano a breve l'ANReL partirà anche in Lazio, Campania, Lombardia e Veneto. Tecnicamente la legge si basa sul principio stabilito dall'articolo 27 della Costituzione Italiana che sancisce che la pena detentiva deve avere anche una funzione rieducativa e non può mai tradursi nel senso contrario dell'umanità. Per la regolamentazione dell'ANReL si è tenuto conto anche dell'articolo 118 della Costituzione in materia di sussidarietà dei detenuti. Al Progetto per i primi tre anni partecipa anche con un investimento di circa 4 milioni ed 800 mila euro la Cassa Ammende del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. I beneficiari del nuovo servizio sono circa sei mila soggetti che stanno scontando o che hanno già scontato una pena detentiva in una delle cinque regioni considerate. Basti pensare che solo nelle carceri, Siciliani, Laziali, Lombardi, Veneti e Campani risiede circa il 55% dei detenuti italiani. Nella prima fase del progetto verranno formati e avviati al lavoro 1.800 detenuti: 1.100 verranno indirizzati versocooperative, 150 verso imprese, 550 diventeranno veri e propri dipendenti di ditte e dovrebbero essere oltre 100, nei primi tre anni, le imprese costituite da detenuti. I settori nei quali detenuti ed ex lavoreranno sono quelli di agricoltura e ambiente, artigianato, servizi e...