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Colpo grosso per i carabinieri del comando di Canicattì. Ieri mattina un'operazione volta a intercettare un traffico di stupefacenti, condotta dal Capitano Menta e dal Maresciallo Dalli Cardillo, ha recuperato ad Aragona, in casa di tre insospettabili incensurati, inestimabili reperti archeologici e 300 grammi di Cannabis Indiana, nascosta in un auto dentro un garage di proprietà di uno degli Indagati.A.A le iniziali di due fermati, entrambi legati da vincolo di parentela, e in attesa che gli venga comunicata l'accusa, e A.V. le iniziali del nome del terzo membro della banda. I 10 reperti, che variano da 4 anfore romane di fattura africana risalenti al II° sec., a 2 anfore biansate di epoca bizantina. 3 ceramiche invetriate di epoca medievale e un vaso Potorio del 1800. Tutti i reperti, a quando sembra, erano esposti come normali suppellettili nei salotti degli indagati. Chiara la provenienza marina delle anfore su cui, nei secoli, i molluschi marini hanno ancorato i loro gusci. Naturalmente l'aver trafugato questi reperti dal sito di ritrovamento ha causato danni enormi al patrimonio e alla ricerca archeologica. Naturalmente il capitano Menta, dopo aver richiesto l'ausilio del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo, ed informata la Sopraintendenza per i Beni Culturale e Ambientali di Agrigento, ha predisposto tutto perché vengano fatti ulteriori accertamenti e appurare se i tre indagati, oltre alla coltivazione di Hashish, possano aver trafugato altri reperti archeologici per venderli al mercato nero.Non ha caso è stato posto l'accento sul vasto patrimonio presente in Sicilia, soprattutto nell'Agrigentino. I cosiddetti tombaroli sottraggono alla proprietà collettiva per arricchire, magari, singoli smaniosi di un pezzo di storia.